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RAVENNA CITTA’ D’ACQUA 2316

Ve lo racconto cosi come lo ricordo, ero partita a piedi per una meta non definita, o meglio era inutile tentare di non farcela, ancora una volta nella mia vita ero ad un bivio, cosa fare? il fardello della vita, della famiglia era troppo pesante , nessuno con qui parlare.

Ancora una volta avevo sperato ma quando ho estraniato il mio disaggio, il mio malessere, sono stata aggredita verbalmente con aggressività e alterigia, mi sono sentita urlare dietro, aggredire a parole, per l’ennesima volta mi sono sentita non adeguata alla situazione , ero di nuovo la pazza che a cui non va mai bene nulla ……depressa………. che doveva farsi visitare e prendere pastiglie……. Perché quelle guariscono tutto !

E cosi come faccio quando non arrivo ad affrontare la situazione e ho bisogno di pensare inizio a camminare …….. quella volta, nella direzione dove mi portavano le ciabattine bianche che avevo ai piedi, perché di solito esco di casa di corsa cosi come sono , ho solo bisogno di aria………. Ho camminato 12 chilometri con i miei pensieri, sperando che ci possa essere un mondo diverso, un mondo più rispettoso dei sentimenti, del territorio, degli esseri umani e degli animali ecc… ecc… roba da sognatrice o psicopatica.

Ad un certo punto, non lo so ma mi è sembrato di avere varcato una porta………. Spazio temporale ? chi lo può dire ……….. allora si che sono pazza, che ho pure le visioni, oppure no….con la consapevolezza di essere nel posto giusto, un ambiente verde, come le campagne che avevo percorso a piedi, ma qui tutto era più verde, vedo animali al pascolo, frutteti, campagna coltivata ,tutto più in ordine, più sereno,!
Mi sono chiesta se stavo sognando o se ero stata investita da un’auto ed ero di passaggio transitorio verso un destino ancora da decidersi?

Ero vicino al fiume o meglio quello individuato come tale, ad un tratto mi passa affianco un mezzo di trasporto, bianco, con larghe vetrate, individuo persone a bordo, persone con un aspetto umano, in quanto a questo punto mi sono anche chiesta se ero stata catturata da alieni e portata in un mondo sconosciuto.

Ma perché ? il mezzo si muove sopra l’acqua, ma non la tocca, viaggia veloce.

Urge capire , dove mi trovo, come mai tutto sembra ordinato, nelle vicinanze nessuna casa, la strada che sto percorrendo mi terrorizza e stupisce allo stesso modo, si disegna a man mano che vado avanti e se mi volto ridiventa verde al mio passaggio, mi viene un pensiero da CSI Miami…… se mi cercano con i cani………sarà dura !

In lontananza, sembra un’isola, edifici alti, molto alti ma anche molto verdi, percorrendo la strada che mi sto disegnando, mi approssimo e per la prima volta incontro esseri umani, si sembrano proprio cosi, testa con occhi , naso e bocca, tronco con braccia e gambe , mani con piedi ….. penso poi conterò le dita piu tardi…….. dimenticavo anche orecchie, vestiti semplici, sembrano di cotone o lana pettinata, la gente sembra a suo aggio, un signore molto distinto con capelli bianchi mi viene incontro sorridente e mi da il benvenuto, lo capisco parla la mia lingua ( o meglio spero che abbia parlato) per lui sembra normale vedere una signora di mezza età , scarmigliata, con pinocchietto verde, canotta a fiori e ciabattine bianche , che gli venga incontro con quell’aria smarrita e impaurita.
Il mio pensiero…..San Pietro ? ma va là non posso essere in paradiso non ci ho mai creduto veramente………… e poi mi guardo attorno, nessuna nuvola, neanche una macchinetta da caffè Lavazza o Mio ……. caso mai fossi capitata nel cast di una pubblicità ?………… peccato avrei quasi quasi voglia di un caffè.

Si presenta : Bindi , sono il responsabile di questa comunità , sono a sua disposizione per tutto quello che vuole sapere, conoscere, capire e aiutarla se decide di rimanere con noi.

Woww ma dove sono capitata ? mi accompagna all’ingresso di un enorme struttura, che non posso chiamare condominio in quanto capisco subito che dove mi trovo hanno sfruttato l’aria per costruire, hanno usato accorgimenti come se ogni unità abitativa sia una casa singola, con giardino ed orto , ma di questo vi parlo dopo.
Per la prima volta affronto il teletrasporto, sapevo che ci stavano provando, che nel mio 2016 era ancora fantascienza, ma qui tutto normale, mi appunta una spilla e mi spiega che con quella posso muovermi negli spazi comuni, sul territorio o nella casa che mi verrà attribuita, solo con il pensiero, ma visto che non so dove andare mi mette una mano sulla spalla e mi trasporta all’ultimo piano dell’edificio (cosi penso) che scopro chiamarsi come un quartiere di Ravenna : Darsena !

Meraviglia delle meraviglie, vedo lontano, molto lontano e guardando bene il territorio mi sembra familiare .
Mi accomodo e Bindi mi spiega, che ogni tanto qualche persona arriva a passare il portale spazio temporale con il 2316, cioè 300 anni da dove stavo camminando.

Mi racconta che ad alcuni individui considerati visionari e bizzarri nel loro tempo, viene accordato di vedere come potrebbe essere una società non perfetta, ma una collettività consapevole , dove il rispetto degli esseri e del mondo è alla base della popolazione, dove le regole condivise vengono rispettate senza un organo di polizia, chi trasgredisce a principi fondamentali della costituzione in vigore ,viene semplicemente catapultato negli anni 2000 ad espiare le proprie colpe senza via di ritorno, si dice che la società di oggi abbia messo radici, proprio attorno al 2020 quando gente di buon senso ( i reietti) hanno deciso di governare senza partiti, ma semplicemente rispettando ambiente e persone, con una equa distribuzione delle ricchezze per meriti e non per caste e cedendo il potere al sapere.

Quante domande: Il territorio ? dopo i cataclismi del 2112 la popolazione si è ridotta di molto, il mare e i fiumi si sono ripresi i loro corsi, cosi Ravenna e tornata una città d’acqua, dove è ricomparsa la Grande Baia , oggi sono spariti tutti i paesi costieri e rimasto la comunità di Porto Corsini e a perdita d’occhio vedo acqua, il Mausoleo di Teodorico lambito dalle onde, piu a Sud un porto se cosi lo posso chiamare, mezzi veleggiano sopra l’acqua e sono vicini alla Basilica di Classe, hanno di fronte una bellissima pineta di pini domestici , Bindi mi spiega che oggi la gente, può utilizzare due mezzi per spostarsi, il teletrasporto, oppure l’acqua che ha fornito le vie per gil spostamenti , i mezzi si muovono solo se sono sopra l’acqua che fa da conduttore, sono stati vietati i mezzi con idrocarburi, il petrolio ha perso il potere . Per chi vuole andare a piedi, come ho sperimentato, la strada nasce e scompare sotto i piedi, per i ciclisti funziona nello stesso sistema, ma hanno mappe virtuali con percorsi per ogni gusto, fatica e interessi.

– Ma per andare tipo in Germania….. se esiste ancora, Bindi mi guarda con condiscendenza, ogni via d’acqua è stata potenziata e collegata, come sappiamo i fiumi nascono sulle montagne e scendono da una parte dell’altra, a Nord ci si va con il canale Pirottolo, a Ovest con i Po e i sui affluenti a Sud Ovest con il Ronco ed è stato fatto un collegamento con il Tevere a Sud attraverso il Mare cosi come a Est , Tutte i grandi agglomerati sono raggiungibili via Acqua altrimenti con il teletrasporto, ma per negli spostamenti , si deve avere il permesso del porto di arrivo. Gli spazi comuni hanno regole molto severe per quanto riguarda l’ingresso e l’ordine, dopo le grandi migrazioni e gli attentati degli anni 2050 abbiamo imparato a fare e rispettare regole, nessuno va a casa di nessuno se non ha il permesso !

E le case : come vedi mi risponde Bindi abbiamo utilizzato l’aria siamo andati in altezza, le nostre case sono alte 250 piani, ogni piano ha 26 appartamenti con giardino, orto, senza barriere architettoniche, auto rigeneranti alcuni anche con frutteto , all’interno visto che per ogni torre ci sono circa 18.000 abitanti , abbiamo scuole di ogni genere e grado, per studi più approfonditi i nostri ragazzi viaggiano da un luogo all’altro, un ospedale, servizi alle persone , diversi mercati per gli scambi dei prodotti coltivati in casa, empori per tutto quello che serve, ma serve molto poco, la nostra società è diventata prevalentemente vegetariana, in quanto si è stabilito un accordo con il mondo animale di reciproco rispetto, nonostante questo, alcuni consumano carne e pesce ma in modiche quantità, il tanto da rispettare un buon equilibrio tra crescita e consumo.

Ma e il lavoro? Bindi sembra stanco, ma con infinita pazienza, mi spiega che in una società dove si tende a sfruttare il meno possibile l’ambiente, il lavoro si è sviluppato nelle tecnologie, in medicina, in industrie non inquinanti, in agricoltura consapevole e i materiali che vengono utilizzati per costruire case, utensili, abbigliamento, mezzi di trasposto ecc… sono tutti riciclabili e di conseguenza con uno spreco delle materie prime praticamente inesistente. Sono finiti anche gli sfoggi della moda, degli ornamenti, si punta sul benessere, il pratico, l’essenziale, il necessario per tutti ! Per questo la gente lavora in condizioni migliori e anche se non si garantisce lo stesso lavoro per tutta la vita, si garantisce una stabilità economica basata sul lavoro e sul volontariato, mi racconta che prima di fare l’accoglienza era un agricoltore .

Vedo che tra un edifico e l’altro scorrono canali, e riconosco con l’aiuto del mio …… il fiume Ronco, il Montone in lontananza intuisco il Lamone, ogni corso d’acqua sembra limpido , e cosi mi racconta che una parte della popolazione rimasta, vive sotto acqua, hanno scelto la tranquillità e il silenzio dell’acqua, sono un popolo che commercia le mille risorse delle acque, ma nel rispetto dell’equilibrio del luogo.

Uffa che palle …. Penso tutto cosi perfetto l’avevo detto che sono capitata in un sogno …. In piedi e con gli occhi aperti……… ma sono anche affascinata di come la società abbia saputo dopo secoli di barberia, soprusi , clientelismo , corruzione, ladrocinio, dove lo spazio al bullismo al femminicidio e alla prepotenza ha saputo ritornare al buon senso.

E le guerre ? quelle non esistono più mi risponde sorridendo, tutti quelli che si alzano con idee belliche li mandiamo sempre negli anni 2000. nel continente africano , cosi invadono e conquistano la società occidentale moralista ed ipocrita del periodo, il mio anfitrione , con il sorriso alle labbra dice : hanno avuto delle belle “ gatte da pelare” con tutti quei barconi ! Non sanno che gli abbiamo dato una mano e noi ci siamo liberati di chi non rispettava le regole!

E per i giovani ? penso ai miei figli, e subito mi prende l’angoscia, sono nel 2016 ! Sono veramente in mezzo alle barbarie, il caos, dove le regole non vengono rispettate e dove chi furbo calpestando diritti e valori la fa franca e viene considerato un grande, uno che ce l’ha fatta.

Uno dei miei figli mi ha chiesto : ma lui come fa ad essere a quel posto ? semplice è nato in grembo al sistema dei raccomandati, di quelli che non si ribellano, non pensano ma eseguono, di quelli che approvano quello che gli viene detto di ratificare, cosi vengono distribuiti in punti strategici per i burattinai del momento .

Bindi, mi guarda e vedo nel suo sguardo una leggera velatura….. purtroppo i giovani, come in tutte le generazioni hanno tendenza a ribellarsi, e se le regole sono più indulgenti per loro, molti vengono considerati “reietti”.

TOCCO LA SPILLA: starò nella mia Ravenna di oggi, dove l’acqua ha perso il suo valore e lo sfruttamento del territorio è ancora selvaggio, dove perdura una governance assolutista, ma li si trova il mio tesoro più grande.
Mai perdere la speranza ! vigilerò suoi miei figli, chi sa, che non facciano parte di quegli “esclusi” che possono iniziare a cambiare la nostra società ?

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Ravenna in nero racconti da Ognissanti a San Martino l’estate fredda dei morti

Al “ CIERI D’UOV”

di Paola Fantinelli

Era una di quelle serate tra amiche, dove si ride, si scherza, si fanno conversazioni pseudo intelligenti e culturali, dico così perché saltavamo d’argomento in argomento, condizionati dalla serata di inizio inverno, umida, fresca con la prima nebbia leggera nella campagna ravennate.
La giornata era stata quasi calda, un fine ottobre non rigido, ma che sembrava portare, come tutti gli anni per Ognissanti, ad un freddo umido da gelare le ossa.
Si parlava davanti al cammino acceso per la prima volta dell’anno, di cosa uno vorrebbe che nella vita si realizzasse senza tanta fatica, così: “questo si sveglia e si suoi desideri si sono realizzati… come per incanto!”.
Salta su Gio, la mistica della comitiva, quella che accosta sempre il sacro al profano, un poco sensitiva, un poco ammaliatrice, sensuale e dalle curve generose, di una simpatia più unica che rara.
“Lo sapete che possiamo provarci? Questa notte è luna piena, potremmo fare un incantesimo, che, se ricordo bene, va fatto in un altro mese, ma credo che possa funzionare comunque, visto che siamo vicino al giorno dei morti”.
Noi… tutte orecchie, non sia vero che un sogno si possa realizzare, provarci non costa molto e almeno, hai il tempo di attesa per sperare, e comunque basta volerci credere.
“Dai Gio, dicci cosa dobbiamo fare?”
Avete presente il clima delle cospirazioni, alla luce del camino, un’aria di congiura, un poco di tensione visto che la cosa ci sembrava quasi proibitiva, tutto quello che non rientra nello scientifico è magico, ecco questo era l’aria in quel momento.
Tutte apprendiste stregone eravamo diventate, ci mancava il calderone e il capello a punta e devo dire che ci predavamo sul serio.
“Insomma, dice Gio: basta mettere prima della mezza notte di una luna piena, 6 chiare d’uova nell’acqua con un cucchiaio di aceto bianco, in un recipiente di vetro trasparente, porre il tutto sul davanzale della finestra ben in vista alla luna. L’incantesimo sta nell’esprimere il desiderio quando si rompono le uova, si divide il bianco dal tuorlo, il bianco lo si mette delicatamente senza disfarlo nel recipiente, il giallo va conservato e il giorno dopo è importante farne un dolce, con buccia di limone grattata! La mattina, appena sorge il primo sole bisogna guardare l’interno del recipiente, leggere ed interpretare i segni. Insomma se il sogno si realizza oppure no e come si realizza!” Tutto questo detto da Gio con una grande serietà.
A questo punto ci siamo guardate, e tutte a ridere, ma che stronzate dici mai! Dai Gio andiamo a letto che è meglio.
Chiusa la porta di casa, non senza prima avere dato una sbirciatina fuori, per costatare che la nebbia è fitta, che l’aria si è fatta molto fredda e che forse prima del mattino ci sarebbe stata la prima gelata, una stretta al cuore guardando la luna piena che filtra tra la nebbia.
Corro in cucina, apro il frigorifero con l’ansia di non avere 6 uova, ma ci sono, allora cerco freneticamente un recipiente trasparente, mi fermo e come si vede nei film prima di officiare un culto, mi raccolgo e penso: ma cosa sto facendo!
Tuttavia prende il sopravento il mio pensiero, la mia stanchezza, un desiderio di serenità, di tranquillità, di cose in ordine, la mia vita in quel momento è nel caos più profondo, tre figli piccoli, una casa grande, panni da stirare infiniti, piatti sempre nel lavello, quando finalmente sembra che tutti dormano e la volta buona che uno inizia a chiamare.
Come vorrei un poco di tranquillità! Magari alzarmi una mattina con tutti i panni stirati, la casa pulita, il bagno che non sembri un campo di battaglia.
Con decisione prendo il primo uovo, lo batto delicatamente e divido il bianco dal giallo, con cura lascio cadere nel vaso che ho preparato con acqua fresca e aceto, chiudo gli occhi e esprimo l’intenso desiderio di avere la casa in ordine, il secondo uovo, di avere i panni stirati, e cosi via con tutte sei le uova.
Poi senza troppo pensarci metto il recipiente sul davanzale della finestra rivolto alla luna e per non farmi venire la voglia di buttare tutto via, prendendomi in giro, me ne vado di corsa a letto, visto che i bambini dormono tutti.
Sembrava fatto a posta. Mi sono addormentata subito e senza sogni. Alle 6.00 in punto mi sono svegliata di soprassalto, e ho pensato: “che calma! Magari ha funzionato!”.
Mi alzo e vado alla finestra, e già qui, mi sembra tutto strano, durante la notte la prima gelata, apro la finestra e prendo il vaso con le mie “cieri d’uov”.
Pensando che devo interpretare il disegno che vedo nel vaso, mi viene male, ieri sera avevo messo 6 chiare d’uovo quasi intatte in acqua e aceto, questa mattina, il contenuto del vaso e di un colore biancastro, lattiginoso, sfilacciato, sembra il moccolo proveniente da un naso con un forte raffreddore, ma che dico, lo sputo di un vecchio con la consunzione, guardando bene non solo è lattiginoso, ma anche leggermente giallognolo, sfilacciato, contorto, sembra un ammasso di roba andata a male, non posso dire, ma quasi uno sputo di bile, ci penso un attimo e mi chiedo se il liquido cerebrale può avere quel colore, ma no, penso a tutte le volte che ho visto del cervello, era uno schizzo rosso e biancastro, a seguito di uno sparo in testa o di una forte botta e poi non faceva i filamenti, ma macchie!
Che schifo, io volevo calma … e qui niente è calmo, volevo ordine e qui di ordine non c’è nulla, ho solo davanti un vaso che sembra provenire da un altro mondo con all’interno una forma aliena che da un momento all’altro potrebbe schizzarmi in viso, aderire bene, soffocarmi piano, infiltrandosi dentro di me e prendendo possesso del mio essere, rubandomi la vita.
Ora basta, ragazza mia! Svegliati! L’incantesimo è finito, hai buttato 6 uova, hai il lavello pieno di schifezza, i piatti da lavare, i panni da stirare, la casa da pulire e finalmente i bambini piangono. Si sono svegliati, non mi sembra vero, che magia! Sono di nuovo con i piedi a terra, un senso di nausea e un nodo all’imbocco dello stomaco, l’incubo è finito! Grazie Gio per qualche minuto mi ero dimenticata di com’è la realtà e a volte è meglio dei sogni non realizzati! O forse ho sbagliato mese? Ma ho sempre i gialli dell’uovo per fare une torta! No meglio che butti via anche quelli, non si sa mai che l’alieno non si nasconda anche lì!

Paola Fantinelli, nata a Ravenna 13/10/1955, diplomata in lingue a La Chaux-de-Fonds (CH), è cresciuta in Svizzera con un’ educazione Romagnola, da genitori romagnoli emigrati. Felicemente sposata a Palmiro, è madre di tre figli maschi. Ecletticamente spazia dall’arte alla cucina, organizza eventi, promuove il territorio come operatrice turistica (attualmente è Presidente della Pro Loco di Lido Adriano), parla quattro lingue e in questo momento ama dire che di mestiere fa la “contadina”, coltiva ortaggi con suo figlio piccolo Giovanni.
Ha lavorato il vetro a Tiffany, fatto la fiorista, la ristoratrice a S. Pietro in Trento con Stefano suo figlio grande, l’ergoterapista con suo figlio Nicola e non scrive tutto, altrimenti ci vorrebbe un libro intero! Come avrete capito il suo tesoro piu grande sono i suoi figli.